30/09/2019 – Odissea sugli autobus, disagi cronici. Sotto accusa gli orari scolastici

Oggi prendiamo spunto da un articolo dell’Eco di Bergamo pubblicato sabato 28 settembre dove si parla dei disagi cronici che gli studenti e le loro famiglie devono sopportare all’inizio di ogni anno scolastico. Leggendo l’articolo si può facilmente cadere nel tranello che la colpa di quello che sta succedendo sia unicamente delle scuole e dei dirigenti scolastici che non vogliono applicare da subito l’orario definitivo così come chiesto dall’ATPL (Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale) e dalle aziende che gestiscono il servizio pubblico (SAB, SAI, Locatelli ecc.). Forse, però, ci stiamo dimenticando di un piccolo particolare e cioè che le nomine degli insegnanti non vengono gestite dai dirigenti scolastici, ma dal Ministero dell’Istruzione.

Detto questo, alzi la mano chi è andato a scuola e non ha dovuto subire l’orario provvisorio ad inizio anno! Non prendiamoci in giro, sono decine d’anni che il mondo della scuola funziona così e chi gestisce il servizio pubblico fa finta di non saperlo? Non è forse noto che per le prime 2-3 settimane gli studenti dei plessi superiori termineranno le lezioni in anticipo? Troppo facile e semplicistico mettere sotto accusa i dirigenti scolastici e accusarli di essere loro a lasciare in strada i ragazzi. Noi tutti sappiamo che la verità è un’altra. Come minimo, si tratta di un concorso di colpa! Tutti gli attori coinvolti ne sono responsabili secondo vari gradi: il Ministero, l’ATPL, le Aziende che gestiscono il servizio, i dirigenti scolastici.

Cosa bisognerebbe fare? Semplice: tutti dovrebbero svolgere il loro compito in tempo utile. Mi spiego meglio. Innanzitutto, dovremmo dire al Ministero che siamo stufi di questo iter ultra consolidato per il quale le nomine degli insegnanti arrivano sempre in ritardo. Questa cosa deve cambiare e da subito perché è un tassello fondamentale per il funzionamento della scuola e di quello che gli gira attorno. Infatti, si potrebbe applicare da subito, o quasi, l’orario definitivo se questo problema fosse risolto. Per quanto riguarda invece i dirigenti scolastici, questi si dovrebbero accordare tra loro (sono poco più di un quarantina gli istituti superiori della nostra provincia) per concordare l’orario provvisorio in modo da rendere la vita più semplice all’ATPL e alle Aziende che gestiscono il trasporto pubblico che però, di contro, non possono sottrarsi se viene chiesto loro un piccolo sacrificio nelle prime 2-3 settimane dall’apertura delle scuole per modificare la tabella degli orari del loro maggior cliente: lo studente.

Luciano Corlazzoli

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