04/12/2020 – Consegna firme raccolte a Regione Lombardia

Quest’oggi abbiamo scritto una PEC all’assessorato alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità Sostenibile della regione Lombardia per consegnargli le firme raccolte durante lo scorso anno. Ricordo a tutti che il Comitato ha dato inizio a questa campagna di raccolta firme il 18 marzo 2019 incontrando il primo dirigente scolastico dell’ISISS Valle Seriana, prof. Masserini, e ha concluso il tutto l’ultimo giorno di scuola (8 giugno). In poco più di due mesi e mezzo, sono state raccolte ben 24.139 firme a cui vanno aggiunte altre 7.981 firme della petizione online lanciata qualche mese dopo! In definitiva, abbiamo totalizzato 32.120 firme un risultato che fa si che si possa parlare della più grande raccolta firme che sia mai stata realizzata nella nostra provincia!

Come presidente, ho registrato un video per effettuare questa consegna virtuale a cui ho allegato, oltre le firme digitalizzate, anche una relazione dettagliata di tutto il lavoro svolto da parte del Comitato. Una sintesi, invece, è contenuta in quest’altro documento. Per chi non volesse guardare il video, ecco qui il testo che ho seguito durante l’esposizione:


Buongiorno assessore Terzi,

sono Luciano Corlazzoli presidente del comitato Vado a Scuola Sicuro e, se ben ricorda, ci siamo conosciuti lo scorso anno a Bergamo in un incontro presso l’ufficio territoriale regionale per discutere il problema trasporti, era il 18 novembre. Dopo quell’incontro, eravamo rimasti d’accordo di rivederci a febbraio di quest’anno ma, causa Covid, non c’è più stata occasione di incontrarci. Ad ogni modo, faccio questo video per consegnarle virtualmente le firme che abbiamo raccolto nel precedente anno scolastico in merito al sovraffollamento sugli autobus.

Visto che è da fine gennaio che sono in attesa di una risposta alla mia PEC da parte suo assessorato per la consegna di queste firme e, considerato il fatto dei tempi che stiamo vivendo che limitano la libertà di circolazione e gli incontri dal vivo, ho pensato di farle questa consegna virtuale (in attesa ovviamente di poter fare quella fisica) ponendo il focus, ancora una volta sulla scuola e sul trasporto pubblico.

Come comitato, abbiamo dato inizio a questa campagna di raccolta firme il 18 marzo 2019 incontrando il primo dirigente scolastico dell’ISISS Valle Seriana il prof. Masserini e abbiamo concluso il tutto l’8 giugno alla fine dell’anno scolastico raccogliendo, in poco più di due mesi e mezzo, ben 24.139 firme! Non contenti di questo risultato, abbiamo lanciato il 7 ottobre una petizione online che in 31 giorni ha portato 7.981 firme! In definitiva, abbiamo totalizzato 32.120 firme un risultato che fa si che si possa parlare della più grande raccolta firme che sia mai stata realizzata nella nostra provincia e io sono orgoglioso di averla seguita e guidata in prima persona. A motivo di ciò, visto l’incarico che ricopre, dovrebbe prestare la massima attenzione verso questo problema così largamente sentito dalle famiglie oltre che il massimo rispetto per tutti coloro che hanno firmato.

Nella mia PEC di oggi, 4 dicembre, troverà un link dove scaricare tutte le firme che ho scansionato e diviso per istituto oltre che una relazione dettagliata del lavoro che abbiamo svolto. Ecco, dovrei fermarmi qui, ma se me lo consente, vorrei dirle un’altra cosa: se oggi chiedessi ai genitori con figli in età scolare di firmare per il ritorno in presenza a scuola con la Dad al 50%, sono sicuro che raccoglierei almeno il doppio delle firme che oggi sono qui a presentarle. Infatti, prima dell’ordinanza del 16 ottobre del governatore Fontana, con la DaD al 50% e le entrate e le uscite scaglionate (8, 10 – 13, 15) gli studenti in circolazione erano ridotti a ¼ del totale e c’erano molti posti liberi sugli autobus della nostra provincia garantendo la necessaria sicurezza sui trasporti che è il vero anello debole di tutto il mondo che gira intorno alle scuole. Chiariamo bene una cosa: il problema non sono né i giovani, né la scuola! Le scuole di per sé non sono focolai di contagio come molti pensano. Non possiamo continuare a limitare i giovani che hanno diritto ad andare a scuola e a svagarsi, in una parola a vivere la propria vita e ad accusarli di essere degli untori verso i propri genitori e nonni! A tal proposito, c’è uno studio che smentisce in modo categorico tutto questo e non è uno lavoro qualunque visto che si tratta del più grande studio di tracciamento dei contatti finora condotto nel mondo, ben 575.000 che sono stati esposti a quasi 85.000 casi accertati di Sar-Cov-2. Questo studio che viene dall’India, e che è stato pubblicato a fine settembre sulla rivista Science, ci dice che i bambini fino a 5 anni non contagiano nessuno, gli adolescenti fino a 15 anni si contagiano molto tra di loro, ma chi contagia tutte le fasce d’età sono i giovani che vanno dai 20 ai 45 anni anche per via dei facili spostamenti che effettuano. Detto questo, dovremmo riflettere per bene prima di continuare a tenere chiusi in casa i nostri ragazzi che stanno manifestando già i primi segnali di malessere come ansia, depressione, demotivazione scolastica ecc.

Ci sarebbero tante cose da dire su questa pandemia e sulla sua gestione politica da parte del nostro governo, ma oggi vorrei sottolineare quella che, a mio avviso, è la più importante: non stiamo proteggendo i più deboli! Mi spiego meglio. Lo Stato e le istituzioni in generale dovrebbero (devono) difendere i malati, i più fragili, gli anziani. Insomma, le categorie a rischio come gli over 70 con patologie e tutti i giovani con patologie (leucemia, diabete, obesità ecc.) che poi sono quelli che vanno ad intasare prima gli ospedali e poi le terapie intensive. Questi devono restare a casa, a loro va fatto il lockdown e non a tutta la popolazione sana che se anche prendesse il nuovo Coronavirus non le succederebbe niente. Ovviamente, parlo con cognizione di causa visto e considerato che abito in Val Seriana e che ho fatto il Covid-19 ad inizio marzo insieme a tutta la mia famiglia e insieme a circa l’80% delle persone che conosco qui nel mio paese e nei paesi limitrofi. Tutto questo stando a casa e senza assistenza medica. Invece questa protezione verso le categorie più deboli della società non è stata messa in campo a marzo aprile durante la prima ondata e nemmeno ora. Questa è una cosa di una gravità inaudita! Le categorie a rischio sono libere di andare in giro esattamente come gli altri mentre i giovani sono obbligati a restare agli arresti domiciliari perché, non lavorando, non possono muoversi. Quindi come presidente di questo Comitato le chiedo pragmaticamente solo 2 cose di cui dovrebbe farsi promotrice verso la regione Lombardia e presso il governo centrale:

  • consentire alle scuole di fare la DaD al 50% per tutti gli adolescenti che frequentano gli istituti superiori di secondo grado mantenendo gli ingressi e le uscite scaglionati;
  • limitare il lockdown solo alle categorie a rischio per fare in modo di proteggere il nostro Paese dalla terza e più preoccupante ondata in arrivo, quella della povertà!

Se non agirete in fretta, tra qualche anno non resterà che raccogliere i cocci di questo nostro belpaese e gli italiani non ve lo perdoneranno mai! Il governo e i politici non pensino minimamente di mettere a posto le cose con dei ristori che sono solo carità per quanto sono ridicoli. Gli italiani non chiedono la carità, non vogliono la carità, vogliono lavorare per garantire un futuro dignitoso ai propri figli!

Luciano Corlazzoli

8 pensieri riguardo “04/12/2020 – Consegna firme raccolte a Regione Lombardia

  • 7 Dicembre 2020 in 11:58
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    Ciao Luciano,
    Grazie per questa consegna virtuale delle firme raccolte e dell’appello all’assessore. Come sempre diretto pragmatico.
    Complimenti.
    Auguriamoci che ci si organizzi affinché Gennaio si possa ricominciare con un po’ di presenza.
    Claudio

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    • 8 Dicembre 2020 in 9:13
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      Grazie Claudio, spero questa consegna porti almeno qualche frutto!
      A Gennaio dobbiamo ripartire con una certa quota in presenza e in sicurezza!

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  • 10 Dicembre 2020 in 10:41
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    Grazie per l’impegnò, ma non smettiamo di pungolare per avere un diritto alla sicurezza nel futuro, perché come si è visto la determinazione su problemi veri e seri se condivisi poi portano i loro frutti.

    Basso lago di Garda

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